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Genetica e crimine: ecco perché affidarsi alla Scienza



Intervista alla Dottoressa Marina Baldi, esperta di fama in Genetica forense, che rivela: «Nel prossimo futuro distingueremo anche gemelli monozigoti»  

Dottoressa Baldi, quali sono oggi le tecniche di punta per lo studio della scena del crimine? 

«La Criminalistica è un insieme di scienze fondamentali per comprendere le modalità con cui si effettua un evento delittuoso. Afferiscono in questa grande branca numerose scienze, tutte ugualmente importanti e convergenti verso un unico risultato: la ricerca della verità. I progressi tecnici sono soprattutto afferenti alla Genetica forense per lo studio e la comparazione dei profili di DNA, all’Antropologia forense per lo studio dei resti umani e l’identificazione di sconosciuti, all’Entomologia forense che studia il ciclo vitale delle larve con il quale si ottiene un importante aiuto per datare con precisione l’epoca della morte, fino alla Palinologia, ovvero lo studio dei pollini».

 Qual è il destino della Genetica forense e quali saranno i suoi sviluppi entro il breve periodo?

«La Genetica è destinata a specializzarsi sempre di più, e quindi a fornire informazioni sull’età e sull’aspetto delle persone, una sorta di identikit biologico. L’avvento dell’analisi di polimorfismi da singola base rivoluzionerà completamente la genetica, sia medica, dove già ci sono grandi novità, che forense, dove si riuscirà a distinguere anche gemelli monozigoti, che ad oggi sono gli unici individui non distinguibili».

Che ruolo sta giocando la genetica forense nei casi attuali di cronaca, per esempio nel processo Bossetti?

«Assistiamo quotidianamente all’applicazione della Genetica forense nei procedimenti giudiziari, in modo più o meno proprio.
Infatti non dobbiamo mai dimenticare che il profilo genetico e la prova scientifica sono un ausilio per gli investigatori e vanno inseriti nell’ambito delle indagini che si stanno effettuando. Di per sé non è detto che il ritrovamento del DNA di un individuo sulla scena del crimine sia obbligatoriamente indice di colpevolezza, ma se quel DNA non aveva ragione di essere presente in quel punto, potrebbe assumere un ruolo fondamentale nella vicenda».

Quanto è importante durante il sopralluogo la corretta repertazione delle tracce per evitare artefatti nell’analisi?   

«La contaminazione è la bestia nera della genetica forense e può verificarsi per tante ragioni, prima fra tutte la possibilità di un sopralluogo sulla scena del crimine non eseguito correttamente. Repertare in modo impreciso una traccia può portare anche alla impossibilità del suo utilizzo. Per questa ragione si cerca di formare più persone possibili tra gli inquirenti che effettuano i primi accessi sulla scena del crimine».


a cura di Paolo Mugnai