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Patrigno fa sesso con figliastra sedicenne, condannato a 5 anni e 8 mesi



Viterbo – Patrigno accusato dalla ex di avere violentato la figlia 16enne durante il lockdown, ieri è stato condannato a 5 anni e 8 mesi di carcere. 

L’accusa aveva chiesto per l’imputato, un quarantenne, una condanna a 12 anni di reclusione, riqualificando il reato in violenza sessuale vera e propria, articolo 609 bis del codice penale, aggravata dalla relazione di parentela e dall’età infrasedicenne della vittima. 

Ma secondo i difensori Luigi Mancini e Marco Valerio Mazzatosta, cui il collegio di primo grado ha dato ragione, si trattava invece del reato previsto all’articolo 609 quater del codice penale, ovvero atti sessuali con minore, il che, come sostenuto dai legali, non esclude il consenso. Il processo, insomma, fin dall’inizio, si è giocato sulla qualificazione del reato. 

Il quarantenne, residente in un centro della provincia di Viterbo, per la procura, avrebbe “abusato delle condizioni di inferiorità psichica dovuta al rapporto familiare e alla differenza di età”, inducendo la figliastra “dopo averle toccato il seno ed abbassato le mutandine ad un rapporto sessuale completo”. 

L’imputato, nel frattempo, da aprile 2020 è sottoposto alla doppia misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla parte offesa. Le parti civili sono assistite dall’avvocato Daniela Fieno.

La presunta vittima, diventata nel frattempo maggiorenne, si è costituita parte civile all’inizio di novembre al processo contro l’ex compagno della madre, anche lei parte civile contro l’uomo, che avrebbe abusato della figlia il giorno del suo sedicesimo compleanno.

La perizia genetica, depositata prima della discussione, avrebbe confermato la presenza di Dna dell’imputato sulla biancheria intima della vittima. Il collegio del tribunale di Viterbo ha affidato il delicato esame alla professoressa Marina Baldi della LegalGenetics srl.

Il materiale genetico prelevato tramite tampone salivare è stato sottoposto a confronto con quelli repertati. 

La dottoressa Baldi è stata affiancata durante l’accertamento dai medici Pierluigi Farina per la difesa e Benedetta Baldari per le parti civili.

Fonte: TusciaWeb